Es Primavera – È Primavera – Poemario, 2012

Prólogo

A partire dallo stesso istante dell’unione del sangue, avanza navigando in un ampio fiume di tempi e memorie, trafficando parole e sogni.

Si tratta di una armonica e continua costruzione della poesia, che sente dall’atomo più minimale del corpo fino al macro mondo dello spazio siderale.

Nella sua voce riviviamo la tenerezza dell’amore, la meraviglia degli astri, attraversiamo la storia ritornando ai secoli di gloria, di gesta, scoperte, arti e scienze.

Ci porta sentire i cambiamenti di clima e a entrare in contatto con la natura in un’esplosione di silenzio.

L’amore è sempre presente come una maniera magica di salvare la terra.

Con questo libro, ci regala l’illusione degli anni che non passano, che la vita ci sarà sempre, perché oggi come ieri, “È primavera”.

Prendiamo il seme del verde e facciamo raccogliamo nel giardino dei suoi versi la fragranza delle sue immagini, per formare un rametto di rose che dica con il poeta. Eduardo Ceballos in ogni pagina libera le sue vibranti energie, sospinge gli spazi, muove gli angoli. Prende vocaboli trovati nel dizionario del tempo, fino a scoprire una parola per sillabare il silenzio che a sua volta muova il sangue ed emozioni. Gestisce tempi e distanze. Nella sua ricerca porta la memoria della terra e degli astri.

Nomina il meraviglioso mondo circostante e con l’ampiezza del suo sguardo, dipinge sogni. Attraversa gli oceani, sorprendendo il viandante. Protagonista di un nuovo destino, cammina lento tra le tenebre, cercando la luce che illumini il cervello degli esseri umani.

Gli anni gli hanno riservato gioie e dolori che lo hanno formato. Il suo mondo è magico, vola come un uccello felice, attraversando i cieli per disegnare il paesaggio, in una visione irripetibile, in cui la libertà è un inno.

Costituisce la festa della poesia e le sue mani creatrici muovono la volontà e l’intelligenza nel suo gesto creativo.

Conserva nello scrigno della sua memoria ogni istante, come simbolo vitale del suo passaggio nell’esistenza.

Umile il suo canto, umile la sua vita. Si denuda davanti alla pagina, per fondare un giardino di pensieri vivi.

Piange, canta, ride nel vortice furioso del suo tempo, fino a placarsi del tutto appena la terra lo abbracci defintivamente. Tornerà con la primavera, con fiori nuovi, e innalzerà con il suo trillo canti azzurri per l’anima.

Come una colomba, come una semplice colomba attraverserà l’aria con il suo vivace batttito d’ali, come simbolo di pace.

Riempirà di luce e aroma, offrirà la leggerezza dei fiori, i canali, le cascate, la musica di rondinelle e profumo di zagara.

Antica alchimia, pietra che rotola senza sosta, poiché pure nel fiume del suo sangue “È primavera”.

Susana Rozar.

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